Cook the mountain

Ovvero esplorare il futuro della cucina di montagna.

Dal sito di Norbert Niederkofler il famoso chef di San Cassiano in Val Badia.

Il progetto Cook the Mountain è:

  • un’idea di ricerca sul tema della GASTRONOMIA MONTANA
  • una rete che unisce Chef, agricoltori, allevatori, alpinisti, naturalisti, sociologi e imprenditori delle REGIONI MONTANE di tutto il MONDO
  • una serie di manifestazioni per avvicinare il pubblico alla CUCINA e alla CULTURA MONTANA

Cook the mountain è un laboratorio di ricerca trasversale sulla gastronomia che indaga i valori che, a livello globale, uniscono culturalmente e socialmente le persone che vivono la montagna come risorsa, passione, sfida, patrimonio da tutelare.

Cook the mountain è un network che stimola l’incontro per favorire un nuovo modo di vivere il rapporto tra cucina e montagna.

Cook the mountain conferisce dignità culturale alle tradizioni locali e alla biodiversità.

Cook the mountain attribuisce alla cucina il ruolo inedito di “catalizzatrice di processi culturali”.

 

Con l’intenzione di far emergere nuove idee, Norbert Niederkofler e Paolo Ferretti hanno chiamato a raccolta chef da tutto il mondo e li hanno riuniti per tre giorni nel cuore delle Dolomiti, presso il rifugio Graziani di Plan de Corones (Bz), insieme a molti rappresentanti dell’universo della montagna, produttori, manager d’aziende, scrittori, designer, scienziati, esperti, guidati in brain storming dal prof. Alessandro Garofalo, fondatore di Idee Associate. “Abbiamo sentito l’esigenza di avere nuovi occhi per interpretare meglio queste tematiche”.

Da questa esperienza è maturata una riflessione su come provare a vedere il Mondo con occhi cartografici non usuali.

 

Dymaxmap

 

Esiste una definizione convenzionale per identificare una montagna: superare i 600 metri di quota.

Per natura la montagna è distribuita su tutta la superficie della Terra, con maggiore o minore abbondanza e con luoghi in cui è concentrata la grande altezza delle vette.

In ogni continente della Terra vi sono montagne ed è interessante provare a segnarne la presenza su di una carta geografica.

Meyer’s Universal-Atlas (1830-1840) Vergleichende Übersicht bekannter Höhen und Orte der Erde über Meeres-Fläche (Nº 45, 1834)

Ma una carta geografica non sempre è in grado di fornirci tutte le informazioni che desideriamo.

Se ciò che ci interessa evidenziare non è solamente il fatto geografico, ma anche la prossimità tra gli aspetti culturali ed in questo caso quelli legati alla cucina ed a ciò che essa comporta nella sua trasversale funzione di contenitore e di indicatore di risorse, allora forse è necessario provare a cambiare il nostro punto di vista.

Su un piano non è possibile ricreare le stesse relazioni che intercorrono su una sfera.

Un abbraccio, che sottintende profondità, può essere rappresentato su un foglio piatto?

 

Globo in proiezione di Fuller e nel suo sviluppo in piano.

 

Ecco allora l’idea del disegno di un mappamondo, nella proiezione di Fuller, all’apparenza un po’ bizzarro, che diventando globo mette in evidenza, con un po’ di lavoro manuale, le relazioni spaziali tra le diverse parti della Terra. Un grande abbraccio simbolico tra tutte le montagne del mondo che ci permette di vedere, ad esempio, che Africa, America ed Australia hanno le loro propaggini più meridionali tutte assai vicine allo stesso Polo.